Anteprima Vernaccia di San Gimignano 2018

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La mia seconda tappa all’interno della settimana delle anteprime toscane è stata quella della Vernaccia di S. Gimignano il 14 Febbraio, l’unico appuntamento previsto dedicato ai vini bianchi. Non avevo mai preso parte a questa manifestazione e quindi avevo una grande curiosità di assaggiare le proposte di questa piccola denominazione Toscana. In compagnia dell’amico Davide D’Alterio arriviamo di buon mattino con l’intenzione di sfruttare al meglio il tempo a disposizione, cercando di evitare i consueti affollamenti. Per la giornata l’accesso era riservato a blogger e giornalisti, con i banchi d’assaggio dislocati tra corridoi e ampie sale al secondo piano del Museo di Arte Moderna e Contemporanea “De Grada”. Anche in questo evento ho dato priorità alle piccole cantine e comunque a quei nomi che non avevo mai avuto occasione di incontrare nel corso delle mie esperienze d’assaggio. Di banco in banco partenza con i campioni di botte dell’annata en premier, la 2017, seguiti dalle bottiglie in commercio con 2016, 2015, fino ad annate più vecchie. Ad esempio il produttore Alessandro Tofanari aveva portato una splendida 2006!Ho riscontrato una certa uniformità nell’espressione di una vendemmia come la 2017, scarsa in termini di piogge e quindi di produzione: vini dal fruttato importante al naso, (alcuni prodotti intensamente esotici…), ricchi nel corpo e bilanciati grazie ad acidità più moderate e sapidità in maggior rilievo. Quest’ultimo un tratto distintivo dei vini grazie ad una composizione dei suoli molto eterogenea, dove i terreni sono marcati dalla presenza di fossili marini. Gli assaggi della 2016 quelli dotati di maggiore eleganza al naso con frutti, fiori bianchi e ottima freschezza in assaggio, capaci di sfidare il tempo come pochi bianchi sanno fare. La 2015 in generale è apparsa classica, con il timbro di mandorla, acacia e pietra focaia maggiore, più caldo ed equilibrato in bocca, sapidità spiccate e note di frutta secca in chiusura di assaggio. Dalla proficua giornata è emersa, oltre che una diversificazione dei prodotti dettata dalla posizione dei vigneti, una volontà di sperimentazione da parte di molti produttori che hanno scelto tecniche di vinificazione meno diffuse in zona, con macerazioni, maturazioni sui lieviti e utilizzo di legni, più o meno azzeccati. Comunque il livello generale si è rivelato ottimo e la Vernaccia di San Gimignano si conferma a pieno titolo tra i bianchi più espressivi e dal potenziale più elevato. Nelle immagini a fine articolo i migliori assaggi di giornata e se vorrete provarli vi consiglio di programmare una visita alle aziende di questo splendido territorio, magari durante la bella stagione vista la bellezza dei luoghi.

 

 

Ah dimenticavo… la Vernaccia di San Gimignano ha ancora oggi un rapporto qualità/prezzo estremamente vantaggioso, per cui fatene una bella scorta, stappatele e, se riuscite, dimenticate qualche boccia in cantina. Sapranno regalarvi grandi sorprese anche anche dopo un decennio.

 

Alla prossima!!!

 

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