Flaccianello della Pieve in verticale

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Una delle migliori degustazioni a cui ho partecipato di recente è stata la verticale di Flaccianello della Pieve, organizzata nell’ambito della manifestazione “L’eccellenza di Toscana”, all’interno della magnifica Villa Castelletti di Signa (FI). Tutto è stato perfetto, a cominciare dalla presenza di Giovanni Manetti, uno dei proprietari, che ci ha introdotti con i suoi racconti nella realtà aziendale, nella magica “conca d’oro” di Panzano in Chianti. Un terroir unico che regala vini unici. concaPer chi non conoscesse il Flaccianello della Pieve vado a darvi alcune rapide informazioni. Prodotto dall’azienda Fontodi, di Panzano per l’appunto, è uno dei più vecchi “Supertuscan”, con prima annata datata 1981. Prodotto con uva Sangiovese in purezza, raccolta rigorosamente a mano con attenta selezione dei grappoli migliori , che dopo la fermentazione malolattica riposa in barriques nuove di Troncais e Allier per almeno 18 mesi.

 

La degustazione ha visto protagoniste cinque annate, come vuole la regola, a partire dalla più recente a quella più lontana:

  2011

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Rubino con riflessi porpora, di ottimo aspetto. Impatto olfattivo deciso, di media complessità con in evidenza toni fruttatti di lampone, mora di rovo, marasca. Poi violette e una speziatura che ben si fonde nel quadro. Note minerali. In bocca, dove mostra corpo e carattere, è buono l’alcol ma senza eccedere, con durezze date dal tannino importante e una bella acidità. Si percepisce una buona sapidità. Decisamente intenso, con ricordi di frutta polposa e succosa accompagnati da spezie, a donare una lunghezza aromatica già interessante.

Osservazioni: oggi è un bambino. Si migliorerà con gli anni, arricchendo il patrimonio odoroso ed equilibrando le sensazioni.

87 punti

 

2010

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Rubino intenso e compatto. Buona la gamma dei profumi che si mostrano con forza. Frutti rossi e neri polposi come more, lamponi e ciliegie. Iris e violette in perfetta armonia con il frutto. In sottofondo eleganti note di tabacco ed erbe aromatiche. Al sorso lascia intravedere una certa rotondità glicerica, ma a mettersi in evidenza troviamo una netta acidità, ad anticipare un tannino pieno, di magistrale eleganza. Sontuoso il corpo, dentro il quale si susseguono le sensazioni appena descritte. Persistenza aromatica non eccessiva, ma con ricordi fruttati piacevoli.

Osservazioni: potrà evolvere a lungo in bottiglia e migliorare il bagaglio olfattivo. Unico “neo” la non eccessiva lunghezza aromatica.

88 punti

 

2006

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Il colore vira al granato. Naso complesso con toni evolutivi. Il frutto non è più fresco come nei precedenti campioni, ma ricorda di confettura. Fiori appassiti, mou, china, humus e sottobosco. L’equlibrio gustativo è ancora, incredibilmente, a favore delle “durezze” con acidità ancora presente e  il tannino deciso, ma che è  paragonabile alla seta più pregiata. Grande lunghezza con ricordi di frutta secca, confetture e note di torrefazione (caffè), non amaricanti.

Osservazioni: vino incredibile per qualità e facilità di beva. Visti gli acidi e i tannini, potrà ancora vivere a lungo.

93 punti

 

2004

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Granato compatto. Naso meno terziario del precedente  2006, ma comunque maturo, di impatto delicato. Frutta secca, frutta rossa in confettura, fiori secchi con riconoscimenti di lavanda e viola. Salvia tostata, tabacco umido… Minuto dopo minuto si trasforma e ci presenta nuovi sentori. Ingresso in bocca sopraffino ed equilibrio gusto-olfattivo magistrale, percettibile all’istante. Nel corpo importante, si fondono perfettamente alcol e glicerina da una parte, con acidi e tannini (incredibili) dall’altra, lasciando percepire una lieve mineralita’. Persistenza aromatica infinita, con una successione delle sensazioni percepite durante le olfazioni.

Osservazioni: che dire più di questo?

95 punti

 

2001

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Il granato vira all’arancio, nel mio bicchiere sono presenti sedimenti. Grandissimo bagaglio olfattivo con ricordi di frutta secca, fiori in appassimento, caramello, cioccolato, funghi, sottobosco e tabacco… Come il 2004 è morbido e la rotondità del gusto rasenta la perfezione. Nonostante il lungo riposo in bottiglia ha mantenuto una freschezza percettibile e piacevole, che con il tannino vellutato sorreggono la trama in magistrale equilibrio. Potente anche in bocca con ritorni di fiori appassiti, funghi e cioccolato bianco, a regalarci una  inenarrabile lunghezza.

Osservazioni: perfetto. Unico difetto il sedimento che ne ha penalizzato l’aspetto.

94 punti

 

Non avevo mai assaggiato questo vino, ma una cosa è stata chiara e netta. E’ vino che abbina complessità, struttura e potenza, pur mantenendo sempre una elegante bevibilita’. Inoltre le espressioni di territorio, dell’annata e del nobile vitigno sono sempre lì, percettibili in ogni campione assaggiato, espresse con abile maestria. Sicuramente si tratta di vini ottenuti da grandi uve, cresciute in un territorio speciale, ma l’abilità dell’uomo di comprenderle e rispettarle di anno in anno, per trasformale in quello che troviamo nel bicchiere, c’è ed è evidente.

Per maggiori informazioni http://www.fontodi.com

 

Alla prossima !!!

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