Malabaila di Canale, espressione del Roero

New banner 3 Image Banner 728 x 90

Il Roero, regione geografica del Piemonte in provincia di Cuneo, recentemente entrata a far parte del patrimonio UNESCO assieme alle vicine Langhe e Monferrato, prende il nome dalla famiglia omonima, che a partire dal Medioevo ha regnato su queste terre. Zona di antica storia vitivinicola, nella quale vorrei trasportarvi per comprendere tipicità e qualità dei vini prodotti, attraverso questo piccolo viaggio sensoriale. Non potevo trovare azienda migliore della Malabaila di Canale (siamo nel Nord dell’area) per affrontare questa esperienza. Radicata a fondo nel luogo e nella tradizione locale in virtù di antiche origini, le testimonianze storiche ne attestano al XIII° sec. i primi acquisti di terreni nei dintorni di Canale, tra i quali il Castelletto, ancora oggi facenti parte delle proprietà. Nel corso degli anni continua l’espansione che porta all’acquisizione di oltre 90 ettari di terreni e del magnifico castello di Canale.castello Per quanto riguarda l’attività vinicola documenti storici ci riportano al XVI° secolo, quando i vini erano talmente apprezzati da essere richiesti dalle principali casate nobiliari.

 

 

L’azienda beneficia oggi degli acquisti fatti nel corso dei secoli, con una superficie vitata che si aggira intorno ai 22 ettari.thumb_azienda_06

I vigneti sono posti su colline ripide formatesi nel Terziario Pliocene, di conformazione marnoso-sabbiose tipiche dell’Astiano, che vengono talvolta interrotte da marne argillose del Piacenziano. L’altitudine media sul livello del mare oscilla intorno ai 300 metri, con pendenze superiori al 50% che rendono indispensabile la lavorazione manuale. Per quanto riguarda le varietà coltivate a bacca rossa troviamo principalmente il Nebbiolo e la Barbera, mentre tra le bianche Arneis e Favorita. I vini riposano in antiche, meravigliose, cantine scavate nella roccia.

cantina_01 cantina_03

 

 

 

 

 

Ho deciso di proiettarmi in quel terroir attraverso la degustazione di alcuni vini che ho ritenuto i più espressivi e rappresentativi.

Roero Bric Volta 2011

Nell’anno 1583 già appare nel registro dei possessi del Conte Daniele Malabaila: “La masseria della Volta, terra aratoria, terra con viti e gerbido con la cascina dentro, coerenti le fini di San Damiano e Priocca, la qual pezza di terra con viti gionge di dentro la Gardesana sino al prato del Giardino”. Il Roero è figlio del Nebbiolo e cresce nei vigneti alla sinistra del fiume Tanaro, tra aspre colline e ripidi pendii, una zona che appare ancor oggi magicamente selvaggia al cittadino che la scopre. Stempera la tipica austerità del Nebbiolo e ne ingentilisce il carattere con una piccola percentuale di uve arneis, così com’era usanza nei secoli precedenti.

IMG_2717IMG_2718Veste rubino compatto di media intensità colorante, mostra corpo e alcol a seguito di rotazione nel bicchiere. All’esame olfattivo risulta di media intensità, complesso e raffinato. Si riconoscono note floreali di violette, lavanda, sensazioni fruttate di lampone maturo e more di rovo. Una cannella delicatissima in sottofondo, con una sottile nota vegetale che ricorda l’erba bagnata e una mineralità ferrosa. Al sorso conferma buon calore e corpo, non definibile morbido a causa di un tannino vigoroso che interrompe la salivazione, “penalizzandone” la beva. La mineralità anticipata al naso si affaccia e persiste sul finale. E delicato come al naso, il ricordo retronasale non eccessivo, fatto di ritorni vegetali e fruttati (confettura di fragole). Di qualità apprezzabile, privo di difetti.

Un vino sicuramente pronto da bere oggi, ma che consiglio di far riposare in cantina almeno 3/4 anni per apprezzarlo al massimo del potenziale.

86/100

Roero Riserva Castelletto 2007

Nell’anno 1362 già appare nella divisione tra i Malabaila, Guidetto riceve possessi in Canale presso la chiesa di San Martino tra cui la “vineam Montiserrati in finibus et posse Castelletti” che era parte dell’antico feudo di Castelletto, come apparirà nelle patenti di Lodovico d’Orléans del 27 maggio 1494, a salvaguardia dei Malabaila e dei loro beni “nelle fini di Castelletto”.

IMG_2719 IMG_2720Il colore granato che vira sul bordo all’arancio, denota maturazione, evoluzione. Al naso trovo corrispondenza al colore, con note eteree piacevoli di china che ben si sposano con la speziatura raffinata di chiodo di garofano e zenzero. Il frutto è maturo che ricorda ciliegia, lampone e piccoli frutti di bosco. Nel bouquet si distinguono nitidamente lavanda secca, pout pourri, minerali. Complesso e fine. Anche in questo campione bella presenza alcolica, la morbidezza è percettibile al palato ma non è ancora netta. L’acidità percepita è in sintonia perfetta con un tannino potente quanto elegante. Discreta la sapidità. L’equilibrio gustativo è leggermente a favore delle componenti dure. Intenso, di lunga persistenza  aromatica con note balsamiche, frutti di bosco, spezie. Di bella qualità gusto-olfattiva. Vino vicino alla massima espressione e al raggiungimento della piena armonia

Elegante, piacevole, al naso e in bocca. Il tannino è austero, ma di pregevole trama e la bevibilità non ne risulta intaccata.

90/100

Roero Arneis 2013

Nel 1478 appare per la prima volta una traccia scritta di questo vitigno che prende il nome dalla collina Renesio che sovrasta il paese di Canale d’Alba, prima proprietà dei Conti Roero, in seguito ceduta assieme ad altre proprietà ai Conti Malabaila di Canale, da questi ultimi alienata negli anni ottanta. I registri di cantina delle famiglie aristocratiche del Roero documentano un’attenzione particolare verso questo vino. La cultura popolare, attraverso molteplici passaggi linguistici ha poi determinato il nome attuale di questo vitigno: Arneis. Con lo stesso termine s’indica anche un individuo estroverso e ribelle, difficile da domare.

IMG_2727 IMG_2728Cristallino, giallo paglierino di media intensità colorante, vivo e luminoso. Ci prospetta una bella freschezza gustativa. Al naso intenso, di media complessità, ma tipico e fine. Agrumi con ricordi di cedro, lime, frutta bianca con mela renetta e susina. Note floreali di tiglio e biancospino. Una sottile sfumatura minerale gessosa. In bocca domina una grandissima freschezza, che provoca una copiosa salivazione e anticipa una decisa sapidità. Il corpo è buono, l’equilibrio è spostato nettamente verso le sensazioni più spigolose. La spinta aromatica non è da meno che all’impatto con il naso e persiste con ritorni di pesca e agrumi succosi.

Potrà raggiungere maggiore equilibrio lasciandolo a riposare un paio d’anni in bottiglia, riducendo la ribellione tipica del vitigno e risultando magari meno irruento con il palato.

84/100

Roero Arneis Pradvaj 2013

Nell’archivio Malabaila, mazzo 9 si legge: “nell’anno 1508 il Conte Daniele Malabaila di Canale,anche a nome dei fratelli, acquista da Bernardo e Ludovica dei Conti Roero la “motta” ossia la cascina Pradvaj che comprende un prato ed una collina di giornate 40 per la somma di 1949 fiorini”. L’Arneis Pradvaj ha origine da uve provenienti da questo possedimento. Appena vendemmiate, le uve vengono diraspate e poste in vasca refrigerata per una macerazione di circa 24 ore poi, con una pressatura morbida si libera il mosto “fiore” che, vinificato a parte “in purezza”, diventerà il Pradvaj.

IMG_2729 IMG_2730Luminoso, giallo paglierino di media intensità colorante, compatto. Portando il calice al naso è intenso, piacevole, tipico e di qualità fine. Ricordi di pesca, gelsomino, note vegetali che ricordano l’asparago bianco e l’erba appena tagliata, sul finale una pera. Profumi netti, facilmente riconoscibili. Secco al sorso, l’alcol dona una delicata sensazione pseudocalorica. L’acidità conferisce freschezza e non copre la sapidità, ma anzi, si esaltano sinergicamente. Di corpo, maggiore l’equilibrio delle sensazioni rispetto al campione precedente (più morbido e delicato nei confronti del palato). Si conferma intenso, persistente con ritorni agrumati e finale di pompelmo giallo. La qualità è buona.

Sicuramente pronto da bere, potrà smussarsi e arricchirsi nell’arco di alcuni anni. Molto interessante e tipico.

88/100

 

Il viaggio sensoriale si conclude qui, ma la curiosità di saperne di più no. Spero che sia lo stesso anche per voi e che le sensazioni raccontate vi invoglino a trovare una conferma. Intanto assaggiando un buon bicchiere di questi preziosi nettari, poi magari facendo un salto in zona, in occasione di una prossima gita enogastronomica.

 

Per saperne di più http://www.malabaila.com

 

Alla prossima !!!

Share

Lascia un commento