TURRIGA 2000 – Argiolas

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Il Turriga è una di quelle etichette che vanno oltre all’aspetto qualitativo: nasce in una terra difficile come la Sardegna, grazie ad abili e visionari imprenditori, gli Argiolas, che hanno creduto e investito nel recupero delle varietà locali in un’area dove la viticoltura ha seriamente rischiato di scomparire. Il Turriga esce in commercio con la vendemmia 1988, periodo nel quale gli Argiolas potevano contare sulla consulenza di un certo Giacomo Tachis. I riconoscimenti non tardano ad arrivare e il vino diventa un portabandiera del nostro Paese nel mondo, ma il contributo principale è quello di aver fatto conoscere la splendida isola anche dal punto di vista vitivinicolo. Ho avuto occasione di assaggiare l’annata 2000, una bottiglia che presentava un’etichetta coerente con la sua età, mentre il contenuto mi ha riservato non poche sorprese. Come vuole la “ricetta” tradizionale 85% di Cannonau e per la restante parte Bovale, Malvasia Nera e Carignano, con sosta almeno due anni in barrique prima dell’imbottigliamento.

Il colore rubino tendente al granato racconta di un vino in salute e più che mai vivo. Mi aspetto comunque un carattere terziario, evoluto, ed invece trovo un naso che racconta di marasche in confettura, polpa di prugna, mirto, in perfetta sintonia con il ricordo di un mazzo di viole e peonie verso l’appassimento, poi macis e menta essiccata. Non è un naso particolarmente ampio ma piuttosto raffinato. Il sorso lo conferma elegante, di giusto corpo e in in perfetto equilibrio nella piacevole proporzione tra alcol e freschezza (si avete capito bene…), con il tannino che appare inizialmente addormentato per poi lanciare un ultimo ruggito sul finale. L’assaggio si muove su note più scure e meno fini rispetto al naso, con la chiusura di bocca che ricorda la polvere di caffè.

 

 

 

Alla prossima!!!

 

 

 

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