Mini tour del Soave

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Il  Soave fino a qualche mese fa era per me un vino poco conosciuto, figuriamoci la zona dove viene prodotto. Poi come capita spesso devo ringraziare un concorso a tema – sul Soave appunto – che mi ha permesso di approfondire l’argomento e per meglio calarsi nella realtà, assieme ai colleghi sommelier Maura e Massimo, abbiamo scelto di fare una visita ad alcuni produttori.
Come consuetudine ci accodiamo con due/tre aziende e di buon mattino partiamo verso questa meta fino a quel momento solo vista su libri o siti internet. Arriviamo in tarda mattinata, prima tappa Cantina del Castello, una delle aziende storiche. IMG_3407Ad accoglierci è la gentilissima moglie del titolare Arturo Stocchetti – che riveste anche la carica di Presidente del Consorzio di Tutela – che dopo una breve visita ai locali ci propone un’assaggio dei vini. Va benissimo così perchè alla fine lo scopo del nostro viaggio non è fare una visita completa, ma è concepito principalmente per l’assaggio dei vini, per la comprensione delle varie sfaccettature di un prodotto nelle sue tipologie (classico, superiore, recioto, ecc) legate alle zone di un territorio che presenta una certa variabilità. Detto questo, nel frattempo ci raggiunge anche Arturo e si parte con gli assaggi. Nell’ordine i Soave Castello, Pressoni e Carniga, ciascuno espressione di un’annata – il primo in particolare – e di un determinato Cru gli altri.
Terminata la visita giusto il tempo di un pranzo veloce in paese e ripartiamo alla volta della Sandro De Bruno (di cui ho parlato in articolo dedicato), posta a pochi km dalla località di Montecchia di Crosara. Appuntamento per le 14.00 e vi arriviamo con tempismo svizzero. La preparata e gentile Alessandra ci racconta la storia dell’azienda e della cantina dove ci troviamo, poi passiamo nei locali sotterranei. Qui vi è una grande stanza per le degustazioni/cene di gruppi organizzati e accanto la bottaia, oltre la quale fa capolino il magnifico locale dove migliaia di bottiglie di metodo classico riposano sur lattes, incastonate alla perfezione delle arcate della cantina.
IMG_3418 - CopiaRisaliamo e iniziamo la degustazione tralasciando i vini rossi e concentrando le attenzioni sul Soave. Non possiamo però non assaggiare le bolle ottenute da Durella e così partiamo con quelle. Poco dopo ci raggiunge il titolare Sandro Tesoniero: i suoi racconti e le sue esperienze personali/professionali sono utilissime e ci donano coscienza di quella che è la tipicità di un vino, ma sopratutto lo spirito di chi ne interpreta il potenziale, il tutto a donare una giusta cadenza ai vari assaggi. Tra una chiacchera e l’altra seguono i vari Soave Classico e per finire l’ottimo Recioto.
Verso le 17 siamo nuovamente in auto, destinazione “Le Mandolare”. Pochi minuti dividono le due aziende ma il paesaggio cambia nettamente: dalla pianura passiamo ad un’ambiente tipicamente collinare e tutt’intorno vigneti a caratterizzare i fianchi scoscesi.IMG_3424 Dopo una breve visita dei locali di vinificazione e della barricaia ci accomodiamo nella bella sala degustazioni. Tre vini assaggiati e altrettante interpretazioni del Soave Classico, dove il filo conduttore è sempre lo stesso: eleganza e tipicità ma in forme differenti a seconda del metodo di lavorazione, partendo dal più semplice Corte Menini fino al più strutturato Monte Sella. Da segnalare l’ottimo rapporto qualità/prezzo.
IMG_3435 - CopiaSulla strada del rientro avevamo notato l’azienda Monte Tondo e così decidiamo di fermarci per provare qualche vino nel wine shop. Assaggiamo velocemente le etichette più rappresentative – tra le quali l’ottimo Foscarin Slavinus – ed acquistiamo al solito qualche “boccia”.
Si è fatto tardi e quindi ripartiamo. Sicuramente una giornata intensa ma che ci ha ampiamente ripagati del lungo viaggio. Alla fine abbiamo trovato, oltre ad ottimi vini, una grande ospitalità in un territorio che sa esprimere a pieno la propria storia e la radicata tradizione vinicola, che muove tutto.
Alla prossima!!!
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